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12/06/2019 :

Ascesa e caduta dell’attività serica a Ponteacco e nelle Valli.Un tempo l’allevamento dei bachi da seta era una buona occasione di reddito monetario, facilmente spendibile e per molte famiglie dei nostro paese e delle Valli. Si trattava di un reddito che integrava l’economia domestica, prodotto con pochi costi d’investimento. L’allevamento avveniva nelle case più spaziose di Ponteacco o di altri paesi, utilizzando graticci di canne, spesso sospesi ai soffitti dei granai. I costi erano dati dall’acquisto del “seme”, ovvero delle uova di baco e talvolta di modeste quantità di legna per mantenere una temperatura accettabile. Proprio in questi periodi, a cavallo tra maggio e luglio si ricavava il frutto del sacrificio. Il governo del Lombardo-Veneto favorì l’industria serica su tutto il territorio, favorita anche da un cambiamento del gusto, dell’andamento della moda. Nel periodo tra il 1837 e 1858 nelle Valli poté godere di un lungo periodo di espansione e prosperità. Poco dopo iniziò un periodo di crisi causata da una devastante malattia epidemica dei bachi e dalla concorrenza delle sete provenienti dai mercati orientali asiatici e da un mutato cambiamento nella moda, quando al posto della seta si preferì il lino e il cotone. Nel 1789 furono prodotti in Friuli 477.000 kg di bozzoli e nel 1940 ben 1.500.000 kg. Il filatoio di riferimento era il bozzolificio di Cividale, di fronte alla stazione. Con l’arrivo dell’Italia, nel 1866, arrivarono anche i consueti dazi: ben due, uno sull’esportazione dei bozzoli e l’altro sull’esportazione delle sete, che rendeva poco conveniente la vendita della seta lavorata sui mercati esteri. Di quella grande civiltà rimangono numerosi gelsi nei campi del fondovalle: sono dei piccoli monumenti al lavoro eseguito anche dai bambini.

mezzana
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tiglio
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