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11/10/2017 :

Il frico (di F.S., 2/2). Il frico, diffuso piatto della cucina tradizionale friulana, ha un nome con una storia linguistica complessa. La parola pare provenga dal francese fricot (pron. fricó) e indica un piatto di ortaggi cotti e tagliati a pezzetti, esattamente come in Romagna dove il fricò o friccò è una pietanza di verdure miste tagliate a pezzi e cotte in padella. A Gubbio, invece, il friccò è uno spezzatino di agnello, pollo e coniglio. Piatti diversi che hanno il comune denominatore nel ridurre a pezzi i diversi elementi che li compongono. Fin verso la metà dell’Ottocento il termine usato nella lingua friulana, parlata e scritta, aveva l’accento sull’ultima vocale, fricò. A seguito delle intromissioni della lingua italiana ha perso l'accento ma, sebbene oggi si utilizzi diffusamente il termine frico a indicare il noto piatto, fricò dovrebbe essere la parola friulana corretta. È una originale eccellenza culinaria, alla quale è stata recentemente riconosciuta dignità internazionale. Si celebra ogni anno gustandolo con polenta in diverse sagre dedicate. Si cucina in vari modi e l'aggiunta di altri ingredienti che ne determinano le varianti dipende dalle zone e dalla fantasia. A me piace quello con sole patate, se fatto bene è talmente esaltante che non capisco come il serpente non abbia usato il frico al posto della mela per tentare Adamo ed Eva.

mezzana
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tiglio
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